IL VIAGGIO DI SMENN parte seconda

Smenn posò lo sguardo sulla vista meravigliosa del tramonto che si immergeva nel lago e pensò tra se e se:

” meglio cercare un riparo per la notte, al buio sarei una preda facile per quelle simpatiche tigri”.

Trovata una roccia che sembrava una terrazza sul lago protetta da tre lati, ripose i propri oggetti in un pertugio, quindi tolse a VESUVIUS sella e finimenti di guerra, lasciandolo pascolare tranquillo. Si distese e chiuse gli occhi, ma dal suo stomaco provenne un brontolio che non lasciava dubbi: doveva mangiare qualcosa!

Smenn pensò bene di provare a pescare, cercò inutimente  un ramoscello adatto, quindi prese la spada e avanzò nell’acqua fino alla vita, poi iniziò a scrutare la superficie in cerca di qualche ombra o movimento, ma dal fondale sembrava essere scomparsa ogni forma di vita al di fuori di qualche alga che pigra risaliva in superficie.

Rimase là, in attesa, per un tempo che gli parve interminabile, lo stomaco brontolante… finalmente un ombra guizzò vicino a lui e proprio quando stava per colpire…. d’improvviso le acque esplosero, alti cavalloni iniziarono ad infrangersi sulla riva e sul povero smenn che, sconcertato, riusciva a malapena a reggersi in piedi, finchè non fu trascinato sul fondo.

Due occhi di un blu profondo si innalzarono al di sopra delle onde, sollevando un enorme massa d’acqua e con questa anche smenn, rigettandolo sulla roccia.

Una creatura maestosa, alta più di 10 metri, uscì dal lago: denti aguzzi, una corazza ossea blu/verde sopra la pelle squamata e artigli micidiali come lance… un drago d’acqua dolce, rarissima creatura,  guardò smenn mentre si rialzava grondante.

I draghi d’acqua dolce, per fortuna, non attaccano l’uomo, golosi esclusivamente di pesce.

In realtà questa specie non è per niente aggressiva, perché le acque gelide dei laghi in cui abitano raffreddano il loro cuore di fuoco. Nonostante ciò nessun uomo ha mai osato avvicinarsi ad un drago d’acqua dolce, figuriamoci ad uno delle NordLands.

Tutto ciò smenn lo sapeva bene ma si avvicinò lo stesso al drago e si presentò con voce tremolante:

”S-sono smenn, figlio di soren e viaggio per raggiungere la foresta a nord”, il drago rispose, con voce tonante: ”Benvenuto nella mia dimora smenn, figlio di Soren, io sono ASTRADIR, posso sapere perché mai vuoi raggiungere la foresta misteriosa a nord?” ”

Il fumo, è quello il mio obiettivo”, rispose smenn ancora stordito.

Il drago lo guardò, sembrava incuriosito:

”Ah, bene bene, quindi sei il prescelto, finalmente…ti auguro grande fortuna per questo viaggio…e questo dovrebbe essere tuo….”. Il drago porse il pesce che smenn stava per catturare, poi disse” arrivederci smenn, figlio di Suren e che SILOS ti sia propizio…”

”SILOS? Prescelto?” pensò smenn, mentre il drago si immergeva scomparendo lentamente nel lago cristallino facendo ribollire la superfice.

Ma non rimase troppo a pensarci su, era zuppo, aveva freddo e fame e, dopo aver recuperato la spada, accese un fuoco, le cui deboli fiammelle minacciavano continuamente di spegnersi. Fece cuocere con cura il pesce e lo mangiò con avidità: sazio, cadde in un sonno profondo… sognò la cima del Monte smenn, la tigre, il tramonto sul lago dove le onde sembravano chiamare a se la stella del mattino, il drago e il mosaico stellato di quel cielo notturno.

Poi i sogni si fecero più cupi, strane ombre li attraversavano…smenn si ritrovò in una grotta, l’uscita sovrastata dalle acque limpide di una cascata e fuori, un gruppo di uomini e donne, guerrieri eccezionali, di cui non riconosceva le facce ne il nome, armati di spade, asce, archi, lance e ornati da armature le cui rifiniture in oro risplendevano al sole…

Accanto a smenn comparve un ombra e tutti la guardavano come stessero aspettando un suo comando…

Venne svegliato all’alba dalla lingua ruvida di Vesuvius che abbassò il capo in segno di saluto, dando il buongiorno al suo amico, padrone e cavaliere che lo sistemò di tutto punto, raccolse le sue cose, spense il fuoco e salì sul destriero iniziando a cavalcare a trotto…

Guardò la colonna di fumo, che tanto bramava e di fronte, finalmente, l’entrata della akazukin_02foresta, aveva aggirato il lago:

” lo raggiungeremo Vesuvius, fosse l’ultima cosa che facciamo…”

e dal suo petto uscì un grido che parve più il ruggito di un leone… la sua voce viaggiò di nuovo per quelle terre sconosciute, arrivando lontano, fino ad un viso segnato dal tempo… che sorrise…


nota di PAM: questo capitolo è il primo che non scrivo io ma BlackJack. Vorrei una standing ovation per questo ragazzo che ci regalerà tante altre belle storie in futuro.


Se vuoi leggere i precedenti capitoli della storia clikka QUI!

 

 

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